🇺🇸 Trump affermava: “Con i dazi pagheranno gli altri.”
Ma cosa dicono davvero i numeri?
Nel 2025 le nuove ondate di dazi introdotte negli Stati Uniti sono state presentate come un costo destinato agli esportatori stranieri. L’idea politica era chiara: proteggere l’economia interna trasferendo l’onere all’estero.
📊 Tuttavia, l’analisi della Federal Reserve Bank of New York racconta una storia diversa.
Esaminando i dati doganali e i prezzi di importazione fino a novembre 2025, gli economisti stimano che circa il 90% del peso economico dei dazi sia rimasto negli Stati Uniti.
🔎 Perché accade?
Quando viene introdotto un dazio, possono accadere due cose:
1️⃣ L’esportatore estero abbassa il prezzo per compensare la tariffa.
2️⃣ Il prezzo all’importazione aumenta e il costo viene trasferito su imprese e consumatori americani.
Secondo l’analisi, nel 2025 si è verificato soprattutto il secondo scenario.
📌 Risultato:
– Prezzi più alti per le aziende importatrici
– Pressione sui margini
– Costi maggiori per i consumatori
In sostanza, il dazio si è comportato più come una tassa interna che come un prelievo “pagato dagli altri”.
È vero che verso fine anno la quota assorbita dagli esportatori stranieri è leggermente aumentata (dal 6% al 14%), ma la conclusione non cambia: l’onere principale è rimasto domestico.
💡 Le politiche commerciali hanno effetti complessi.
Gli slogan sono semplici.
I dati, molto meno.
E quando si parla di dazi, è fondamentale distinguere tra narrativa politica e impatto economico reale.
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